“A SCUOLA DI SOLIDARIETÀ”
Proposte di volontariato per i giovani
PREMESSA
Il rapporto tra giovani e volontariato da qualche tempo è percepito e presentato, nel mondo dell’associazionismo come in ambito accademico, in modo problematico.
Oggi si coglie, infatti, una certa preoccupazione circa l’allontanamento dei giovani dai circuiti del volontariato e circa la difficoltà delle associazioni di rinnovare il proprio tessuto costitutivo. A questo proposito, ha avuto molta risonanza il dato reso pubblico dalla FIVOL sulla percentuale di giovani (al di sotto dei 30 anni) nelle associazioni, che dall’ultima indagine risultavano rappresentare solo un 8,3% del totale dei volontari.
Secondo quanto emerge da recenti analisi sociologiche sul rapporto tra giovani e volontariato, interrogarsi sul volontariato giovanile significa interrogarsi sul futuro dell’impegno solidaristico ma anche sulla qualità dei rapporti sociali nel mondo di domani. Da un lato, infatti, la partecipazione dei giovani è un indicatore emblematico della vitalità dell’associazione, ovvero della capacità che essa ha di rigenerarsi attraverso l’ingresso di nuovi aderenti e di nuove forme di impegno volontario (e in questo senso il volontariato giovanile ha a che fare con il futuro dell’impegno solidaristico). Dall’altro lato, il volontariato non solo favorisce la crescita personale di chi vi si dedica ma contribuisce anche alla promozione della coesione della comunità locale, nella misura in cui esso si caratterizza come impegno verso l’altro.
Per il volontario l’azione solidale diviene, dunque, un ambito privilegiato in cui misurarsi, sperimentare se stesso, socializzare, saggiare le proprie attitudini, esercitare ruoli e responsabilità che favoriscono l’acquisizione e lo sviluppo di competenze che entrano a far parte del proprio “capitale” umano.
Per i giovani in particolare, queste esperienze di volontariato rappresentano un’occasione per formare e consolidare la propria identità, laddove aiutano a sviluppare abilità sociali e competenze trasversali, aprono a valori di solidarietà ed equità sociale e rendono la persona più consapevole anche della dimensione “politica” dei problemi, a partire da quelli affrontati con l’impegno diretto sul terreno.
Tutte le ricerche che indagano il fenomeno dell’associazionismo in Italia tendono a sottolineare, accanto al dato di quadri dirigenti sempre più anziani, come le modalità di partecipazione giovanile nelle associazioni e nei gruppi organizzati siano sempre più caratterizzate da fluidità (si entra e si esce con una certa facilità) e discontinuità (il senso di appartenenza fatica a consolidarsi).
Sembrano quindi quanto mai utili nuovi pensieri e nuovi progetti che tengano conto di tale contesto e tentino di declinare nuove forme di coinvolgimento dei giovani nel volontariato.
Queste considerazioni sono alla base del progetto Con-tatto, che è promosso nelle scuole della provincia di Venezia da Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Venezia e Avis Provinciale di Venezia con l’obiettivo di costruire e migliorare percorsi di accompagnamento dei giovani dentro le organizzazioni di volontariato e delle organizzazioni verso i giovani.
Avvicinare i giovani al volontariato operando tra i banchi di scuola diventa importante giacché la scuola non è solo un contesto culturalmente influente, ma è anche un luogo di socializzazione, in cui si incontrano amici con cui condividere e rinforzare l’esperienza. Infatti, da quanto emerge dal lavoro finora svolto, gli studenti delle superiori si avvicinano all’impegno volontario con un atteggiamento esplorativo, come occasione per fare nuove esperienze, sperimentare modalità di relazione alternative, scoprire “mondi” differenti da quelli abitualmente frequentati. Per molti, risponde anche ad un bisogno di socializzazione. La dimensione di gruppo è dunque uno dei fattori che non solo spingono ad entrare in un’associazione ma anche a rimanervi.
IL PROGETTO “A SCUOLA DI SOLIDARIETÀ”
Il presente progetto “A scuola di solidarietà” parte dall’esperienza dell’Associazione Il Castello di coinvolgimento dei giovani studenti in attività di volontariato (in particolare attraverso l’iniziativa “Il Ponte”) e ha l’obiettivo di ampliare le proprie proposte in diversi ambiti di attività, tutti accomunati da un’unica grande finalità: offrire agli studenti delle superiori occasioni per essere protagonisti di iniziative della solidarietà.
Anche per quest’anno, dunque, l’Associazione Il Castello ha deciso non solo di riproporre l’iniziativa “Il Ponte”, allargandolo anche alla partecipazione di bambini italiani, ma anche di estenderlo al territorio veneziano della terraferma con la collaborazione della Cooperativa Sociale Terre in Valigia Servizi, che da anni si occupa di intercultura e che nell’anno scolastico 2005/2006 ha a sua volta proposto un doposcuola per bambini stranieri e italiani presso una scuola di Mestre Centro.
Parallelamente, Il Castello si propone di promuovere altre iniziative di sensibilizzazione al volontariato e alla solidarietà rivolto ai giovani, grazie alla collaborazione dell’Osservatorio Politiche di Welfare che, come si diceva, da 4 anni promuove nel territorio veneziano l’iniziativa Con-tatto, da due anni in partnership con Provincia di Venezia, Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Venezia e Avis Provinciale di Venezia.
Il Progetto “A scuola di solidarietà” nasce dalla collaborazione ed integrazione tra attori diversi del territorio veneziano quale forma di valorizzazione del lavoro di rete e di espressione di un reale welfare mix ricco e complesso, che integra diverse professionalità e capacità di risposta dei bisogni e di sviluppo sociale ed economico del territorio.
LE INIZIATIVE CHE IL PROGETTO PROPONE:
1) L’iniziativa “Il Ponte”
L’iniziativa in cui l’Associazione Il Castello ha coinvolto più giovani in attività di volontariato - e che sarà una delle proposte anche per l’anno scolastico 2006/2007 - è l’iniziativa “Il Ponte”, un progetto di accoglienza per bambini stranieri delle scuole elementari della provincia di Venezia.
Il continuo afflusso di famiglie straniere nel nostro Paese ha portato ad un aumento consistente di alunni stranieri nelle scuole: vi sono classi dove gli alunni stranieri sono addirittura il 50% della popolazione scolastica.
Nelle scuole delle nostre città arrivano bambini e ragazzi delle più svariate etnie e nazionalità: cinesi, filippini, maghrebini, latinoamericani, albanesi, slavi, ecc., che presentano principalmente problemi di inserimento in un contesto completamente nuovo a causa del cambiamento radicale dei loro modi di vita.
Spesso, non conoscono una parola d’italiano e per loro è difficoltoso l’approccio iniziale, la prima comunicazione. I bambini stranieri, prima di tutto, hanno bisogno di apprendere la lingua italiana (alfabetizzazione) come lingua d’uso quotidiano e di scolarità, per poter comunicare e interagire con gli altri bambini, gli insegnanti, gli adulti (in ambito familiare si continua a parlare, abitualmente, la lingua d’origine). Ma integrare un bambino straniero nella scuola italiana non significa certamente solo dargli un banco e una sedia, cioè ospitarlo, o insegnargli elementi della nostra lingua per poter comunicare. Integrare un bambino straniero significa renderlo parte viva della comunità, piccola o grande, in cui è collocato; della storia del paese che lo circonda; delle piccole o grandi esperienze che i suoi coetanei stanno vivendo...
Per questo motivo durante l’anno 2005/2006 l’Associazione Il Castello ha promosso, presso l’Istituto Martini di Peseggia, l’iniziativa “Il Ponte”.
Nei mesi precedenti si era registrato nello stesso istituto un aumento dei bambini extracomunitari e a gennaio i bambini iscritti nei vari plessi erano 45.
Di fronte alla necessità di facilitare e promuovere il loro inserimento nella nuova scuola e nella realtà di paese, alcuni volontari dell’associazione Il Castello (un paio di essi anche insegnanti della scuola stessa) hanno pensato di avviare un progetto di accoglienza in orario extra scolastico, da svolgersi però all’interno della scuola, due pomeriggi alla settimana. Al progetto si sono iscritti 21 bambini ed hanno frequentato mediamente 15 bambini.
La peculiarità di questo progetto di accoglienza è stata però quella di immaginare l’intervento di risorse esterne alla scuola, quelle del volontariato appunto: l’iniziativa ha, così, coinvolto 16 studenti delle superiori appartenenti all’associazione di volontariato “Il Castello” (di cui 11 hanno partecipato in modo stabile all’attività per tutto il corso dell’anno scolastico).
Questa iniziativa ha trovato interesse e sostegno sia da parte dei docenti, che riconoscono la necessità per questi bambini di compiere esperienze gratificanti e stimolanti al tempo stesso, sia da parte dei genitori, consapevoli che la vita dei loro figli sarà sempre più intrecciata con quella di bambini, ragazzi, adulti di altre culture.
Il compito di aiutare i bambini stranieri della scuola elementare e media ad integrarsi meglio nel paese è stato affidato ad alcuni ragazzi delle superiori che sono stati coinvolti attraverso l’iniziativa Con-tatto del Comune di Venezia (con partner la Provincia, il Centro Servizio per il Volontariato e Avis). Si è infatti ritenuto che i giovani sappiano comunicare in maniera significativa con i più piccoli, usando anche un linguaggio gestuale ed espressivo più ricco e affascinante di quello degli adulti.
Inoltre gli animatori giovani possono essere un reale punto di riferimento per i bambini extracomunitari, perché quando giocano al parco , oppure quando partecipano ad iniziative come il grest, la castagnata, ecc. possono ritrovarli e creare con loro altri momenti di amicizia .
Nello stesso tempo questa esperienza aiuta anche i ragazzi delle superiori a maturare , poiché prendersi cura di un altro, organizzare delle attività, creare un contesto sereno e stimolante, aiuta a crescere, ad uscire da un atteggiamento egocentrico che a volte impedisce ai nostri giovani di superare la fase dell’adolescenza .
L’iniziativa, iniziato lo scorso anno scolastico, sta attualmente procedendo perché gli studenti delle superiori che si erano impegnati l’anno scorso nel progetto “Il ponte” sono ritornati anche quest’anno, e la loro costanza è un segno che stanno affrontando seriamente e responsabilmente questa esperienza.
Destinatari di primo livello del progetto “Il Ponte” saranno i bambini italiani e stranieri della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Destinatari di secondo livello saranno invece i giovani studenti delle superiori.
L’iniziativa “Il Ponte” nasce proprio dalla consapevolezza del limite di una accoglienza dei bambini extracomunitari mirata solo alla loro alfabetizzazione .
Strutturare percorsi scolastici individualizzati non basta per promuovere un reale inserimento dei nuovi arrivati nella nostra cultura .
Alla luce del contesto di ciò che è avvenuto in questi ultimi anni diventa prioritario integrare questi bambini nel tessuto sociale, lavorando nella scuola fin da piccoli affinché ciò avvenga, in un dialogo costruttivo con il territorio e il contesto sociale in cui si trovano a vivere.
Si ritiene pertanto che occorra quindi anche inventare nuove strategie di collaborazione tra la scuola, le famiglie, i soggetti del territorio e – sempre più intensamente – le forze del volontariato cittadino.
Gli obiettivi già raggiunti ed il loro sviluppo
L’iniziativa “Il Ponte” è stata così sperimentata con successo in un istituto scolastico situato alla periferia di Scorzè (Peseggia), in una realtà cioè che ha ancora le caratteristiche di un paese, dove i ragazzi si conoscono quasi tutti e si incontrano liberamente al campetto per giocare. Anche in questa realtà tuttavia sono sempre più diffusi atteggiamenti di diffidenza, da parte dei genitori e dei ragazzi stessi, verso i bambini extracomunitari e il percorso verso un attivo inserimento nella nostra comunità è ancora lungo.
Da ottobre 2006 l’Associazione Il Castello ha allargato l’iniziativa “Il Ponte” ai bambini delle classi IV-V-I e II media. I bambini iscritti sono 43, frequentano costantemente 35 bambini circa.
Lo scorso anno infatti partecipavano ai laboratori solo i bambini extracomunitari, mentre è importante che questi imparino a relazionare anche con i compagni coinvolgendosi in progetti stimolanti e belli.
Trovarsi insieme per realizzare qualcosa di importante aiuta a superare diffidenze e diversità, perché si è stimolati a guardare allo scopo del nostro stare insieme, e ci si dimentica dell’odore del compagno, del suo colore o del suo vestito.
Inoltre, quando ci si diverte, si diventa anche più tolleranti con gli altri.
Come si diceva le attività si espleteranno in particolare in “modalità laboratorio”:
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laboratorio di cabaret: il primo laboratorio è quello di cabaret con l’obiettivo di costruite uno spettacolo dove tutti, un po’ alla volta, trovano uno spazio, un ruolo e una possibilità di esprimersi non solo verbalmente.Tutti sono coinvolti in qualche scenetta, e tra una prova e l’altra, pitturano la scenografia, qualcuno prepara il balletto, altri gli accessori e il materiale necessario allo spettacolo
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laboratorio di clownerie: verrà avviato un laboratorio con i clown della Cooperativa Barbamoccolo. Anche qui prevale una espressività mimico gestuale, corporea, insieme a una forte stimolazione a mettersi in gioco, ad esporsi, a creare qualcosa di piacevole e di bello insieme.
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laboratorio “diamo i numeri”: un terzo laboratorio sarà dedicato alla matematica. Un percorso di giochi per divertirsi con i numeri.
2) Il doposcuola classico verso i bambini
A partire da gennaio 2007 si prevede di affiancare agli interventi-laboratorio (finalizzati soprattutto alla socializzazione ed integrazione tra bambini stranieri e italiani e al rinforzo di esperienze di volontariato nei volontari giovani) degli interventi di vero e proprio sostegno scolastico.
In questo caso gli interventi saranno destinati con particolare attenzione ai bambini stranieri per il rinforzo dell’apprendimento della lingua italiana, ma verranno valutati i bisogni di tutti i bambini che parteciperanno ai laboratori del Progetto Il Ponte.
Anche in questo caso i bambini verranno affiancati dai volontari giovani, ma l’intervento sarà sostenuto – dove necessario – da insegnanti qualificati.
3) Il doposcuola classico verso i giovani
Interventi di sostegno scolastico potranno essere organizzati anche per gli studenti delle scuole superiori che si impegneranno nell’iniziativa Il Ponte e per i compagni che essi stessi valuteranno di invitare al progetto.
Si prevede cioè di offrire a questi ragazzi dei momenti di studio di gruppo che rinforzino tra loro l’amicizia reciproca e nello stesso tempo li aiuti ad usare al meglio il tempo da dedicare allo studio e al volontariato. In questo modo l’intero progetto assumerebbe la dimensione dell’approccio globale alla vita: da una parte l’impegno nelle esperienze della solidarietà verso gli altri e contemporaneamente l’impegno ad una solidarietà reciproca nel percorso scolastico.
In questo caso alcuni volontari adulti dell’Associazione Il Castello sono disponibili ad affiancare i ragazzi.
4) L’iniziativa “Botteghe della Solidarietà”
Un altro progetto dell’Associazione Il Castello che ha visto un alto coinvolgimento dei giovani in attività di volontariato è ”Botteghe della Solidarietà”.
Grazie alla collaborazione del Convento dei Carmelitani Scalzi, che sostiene alcune missioni internazionali tra le quali una in Romania, fin dalla sua nascita Il Castello ha promosso iniziative di raccolta fondi per progetti di solidarietà
In secondo luogo Il Castello, in collaborazione con la bottega equo e solidale Cùrcuma di Mestre sta supportando un gruppo di giovani volontari a creare una propria associazione di volontariato che si occuperà di promuovere nel proprio territorio l’equo e solidale e in generale l’economia sociale e solidale ma soprattutto di promuovere il volontariato tra i giovani.
5) L’iniziativa “Promuoviamo la Solidarietà”
Un’altra iniziativa dell’Associazione Il Castello che ha coinvolto i giovani è stata la partecipazione all’organizzazione di eventi e iniziative di promozione della solidarietà quali:
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le serate di musica con finalità solidali: il concerto del coro AVID-I Fiorellini costituito da ragazzi diversamente abili; il concerto per i bambini del Libano; il concerto per l’operazione di Alessandro
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i corsi di trucco carnevalesco finalizzati ad insegnare a ragazzi adolescenti le tecniche del trucco su viso da offrire a carnevale ai turisti in cambio di offerte da destinare alla costruzione del Villaggio per ragazzi in Romania o ad analoghe iniziative di solidarietà
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le giornate dei mercatini solidali
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le iniziative di presentazione di libri o di testimonianze sui luoghi della solidarietà e del bisogno nel mondo (Compostela, Beirut, Bucarest ecc....)
Altre iniziative possono continuare ad essere proposte e alcune con obiettivi nuovi sono già in fase di progettazione. In particolare prossimamente ci si vorrebbe dedicare alla raccolta di fondi per aiutare l’Associazione Parkinsoniani ad acquistare un pulmino attrezzato per il trasporto degli ammalati.
6) L’iniziativa “Da Nord a Sud, da Est a Ovest: Un Mondo Di Solidarietà”
L’Associazione Il Castello ha organizzato inoltre una serie di scambi e viaggi di solidarietà per i giovani associati:
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Nord e Sud d’Italia, scambi di solidarietà: un viaggio di conoscenza di realtà della solidarietà in Sicilia
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Modelli di solidarietà a Ovest del mondo: gli Stati Uniti d’America: Incontro di studenti veneti con realtà di intervento sociale negli Stati Uniti d’America
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Paesi a Est di una Europa solidale: la Romania: Incontro di studenti veneti con realtà di solidarietà internazionale a Bucarest
Questa iniziativa è stata sostenuta dal Centro Servizio per il Volontariato di Venezia ed ha permesso lo stabilirsi di rapporti estremamente interessanti tra i ragazzi che hanno partecipato ai 3 viaggi con le realtà di solidarietà incontrate e con studenti coetanei di quei paesi.
Tali relazioni potrebbero essere rinforzate da attività di sostegno a progetti comuni tra i ragazzi dei diversi Paesi soprattutto nell’ottica del sostegno alle organizzazioni no-profit di Sicilia e Romania e nella distribuzione (attraverso la rete dei mercatini che coinvolgono i ragazzi con la bottega Curcuma) dei prodotti realizzati dai ragazzi diversamente abili delle cooperative incontrati (Coop L’abbraccio, prodotti di Libera Terra, artigianato prodotto in Romania ecc).
Con la Coop siciliana L’abbraccio è già in corso una collaborazione attraverso la quale i ragazzi del Castello stanno vendendo ai mercatini i prodotti realizzati dai ragazzi diversamente abili della Coop.
Sette ragazzi inoltre hanno passato il Natale alla Casa della Speranza di Campina, una casa di accoglienza per bambini abbandonati dagli 0 ai 6 anni e si sono impegnati a continuare a raccogliere aiuti in Italia per questi bambini e a tornare quanto prima in Romania per esperienze analoghe.
7) L’iniziativa “Che spettacolo la vita!” clownerie per educare all’originalità della persona
Da anni l’Associazione Il Piccolo Principe porta il sorriso nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Umberto I di Mestre (e da qualche tempo anche in altri reparti di ospedali della provincia di Venezia) con i propri clown dottori.
Dal 2004, nell’ambito del progetto Con-tatto, Il Piccolo Principe organizza corsi di clownerie per gli studenti delle superiori nella convinzione che la clownerie può diventare “ricerca del proprio clown”, che aiuta gli studenti ad accettare la diversità (propria e degli altri) e a sottolinearne gli aspetti positivi.
Da quanto riportato dagli studenti che negli ultimi due anni hanno partecipato ai corsi di clownerie de Il Piccolo Principe, è evidente che l’esperienza del clown aiuta non solo a prendere più dimestichezza con il linguaggio delle emozioni ma, soprattutto, a collaborare con i compagni e a vincere alcune spigolosità proprie dell’adolescenza.
Il naso rosso costituisce quasi un distintivo, o meglio una divisa che facilita l’integrazione nel gruppo.
Nell’anno 2005/2006 Il Castello e Il Piccolo Principe hanno fatto un passetto in più: hanno organizzato un corso di clownerie per ragazzi fragili.
Le due Associazioni propongono quest’anno una nuova attività: la presenza dei dr clown all’interno dei laboratori pomeridiani finalizzati all’integrazione dei bambini stranieri e dei bambini disabili.
Nelle esperienze degli anni precedenti si è visto infatti che il maggior benessere con il proprio corpo che la terapia del sorriso esercita aiuta in modo sorprendere l’interrelazione tra i soggetti che vi partecipano.
La nuova sfida è quella di utilizzare le stesse tecniche per mettere in relazione bambini di diverse culture e di diverse abilità. Nello stesso tempo un percorso analogo verrà svolto dai volontari adolescenti che sostengono i più piccoli nei laboratori extrascolastici.
8) L’iniziativa: “Letture per piccoli e grandi: storie di bimbi e storie di anziani”
L’Associazione Il Castello propone la realizzazione di percorsi di lettura-teatro da realizzarsi nelle case di riposo, con lo scopo di avvicinare i ragazzi adolescenti agli anziani della città.
Il ragazzi saranno preparati a leggere articoli di giornale, brani di letteratura, poesie agli ospiti delle strutture per anziani e nello stesso tempo raccoglieranno le storie degli anziani per andarle a raccontare ai piccoli durante i laboratori di doposcuola.
Per questa iniziativa è previsto il coinvolgimento delle Associazioni che sono presenti nelle Case di Riposo e del personale educativo delle strutture.
8) L’iniziativa: “Una pediatria più allegra”
Il Progetto Con-tatto ha avviato un percorso di progettazione per l’abbellimento del reparto di pediatria dell’Umberto I di Mestre con gli studenti dell’Istituto d’Arte. Alcuni pannelli per abbellire le pareti sono già stati realizzati e i ragazzi stanno predisponendo un progetto generale per la realizzazione di ulteriori arredi che colorino il reparto. Il progetto prevede pannelli facilmente trasportabili nel reparto del nuovo ospedale ormai in fase conclusiva.
L’Associazione Il Castello si rende disponibile a coordinare il lavoro con gli studenti e con il Primario del Reparto.
I PARTNER DEL PROGETTO
Il soggetto proponente: l’Associazione “Il Castello”
L’Associazione nasce nel novembre 2005 avendo come scopo lo sviluppo della cultura della solidarietà nel territorio veneziano, con particolare attenzione alla realizzazione di interventi di aiuto a persone in situazione di disagio fisico, economico e psichico, e con particolare attenzione al disagio familiare e giovanile.
Tra le varie attività che l’Associazione si è data come prioritarie vi è la realizzazione di iniziative rivolte in particolare modo alla fascia 14-25 anni e mirate a creare una rete di sostegno sociale a giovani che presentino problematiche legate a disabilità fisiche e psichiche. Tali iniziative possono usufruire, in attesa della ristrutturazione di alcuni ambienti esterni al convento che i Padri Carmelitani Scalzi metteranno a disposizione per la realizzazione di un vero e proprio Centro Giovani, di alcuni locali interni alla struttura conventuale degli Scalzi. In tali locali l’Associazione sta organizzando laboratori creativi e ricreativi, eventi di socializzazione, attività per acquisizione di competenze tecniche e manuali che hanno sempre come scopo primario l’integrazione tra giovani a prescindere dalle disabilità.
Scopo dell’Associazione è anche creare opportunità di scambi giovanili tra diversi Paesi del mondo per condividere conoscenze sul mondo della solidarietà e permettere lo scambio di buone pratiche nel volontariato giovanile. Particolarmente interessante per l’Associazione è offrire la possibilità a giovani di andare a sperimentare modi di rispondere a bisogni sociali diversi in diversi Paesi del mondo, e di portare giovani da paesi in maggiore difficoltà ad acquisire esperienze nel ricco mondo della solidarietà italiana.
I Padri Carmelitani Scalzi
Il Carisma Carmelitano, depositato nella regola carmelitana, nei Santi carmelitani (S. Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce, S. Teresa di Lisieux, ecc.), nei loro scritti e nelle comunità carmelitane di fatto esistenti, propone l’ideale di una personalità Mariana, capace di rivivere Maria nel mondo di oggi: portatrice del Mistero fatto carne, attenta custode della Parola, pronta alla generazione del Verbo, partecipe della Passione del Figlio. Una personalità che concepisce la vita intera come preghiera; che si concepisce sempre come Chiesa, in atto originario di dimostrare amore a chi soffre, nella maniera richiesta dal proprio stato di vita e dalla propria condizione, perché Cristo sia generato in sé, negli altri, nel mondo. A Venezia la presenza dei padri carmelitani è integrata dal lavoro dei laici aderenti al Movimento Ecclesiale Carmelitano e dai volontari dell’Associazione Il Castello.
L’Osservatorio Politiche di Welfare del Comune di Venezia e l’iniziativa Con-tatto
L’Osservatorio Politiche di Welfare (già Osservatorio Politiche Sociali e Volontariato) nasce con l’obiettivo di valorizzare le iniziative del terzo settore attive nel Comune di Venezia, sostenendo le esperienze del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale e degli enti non profit e favorendo la collaborazione e il confronto reciproco tra le diverse realtà presenti, oltre che con l’ente locale e con i cittadini.
Nel lungo lavoro con le Associazioni di Volontariato svolto in questi anni dall’Osservatorio Politiche di Welfare uno dei problemi ricorrenti, e segnalati con maggior intensità e apprensione, è sicuramente quello della difficoltà al reperimento di nuovi volontari e, in particolare, di volontari giovani.
Tutte le ricerche che indagano il fenomeno dell’associazionismo in Italia tendono a sottolineare, accanto al dato di quadri dirigenti sempre più anziani, come le modalità di partecipazione giovanile nelle associazioni e nei gruppi organizzati siano sempre più caratterizzate da fluidità (si entra e si esce con una certa facilità) e discontinuità (il senso di appartenenza fatica a consolidarsi).
I giovani che si avvicinano alle esperienze di volontariato sembrano farlo conservando un certo orientamento esplorativo, soprattutto nell’ottica dell’accumulo di esperienze, risorse, opportunità. Meno motivanti di un tempo appaiono invece le grandi scelte ideali, che sono state storicamente capaci di generare investimenti a lungo termine.
Sembrano quindi quanto mai utili nuovi pensieri e nuovi progetti che tengano conto di tale contesto e tentino di declinare le nuove forme di impegno verso cui i giovani sembrano orientati con le caratteristiche di un’organizzazione di volontariato.
Il percorso di riflessione dell’Osservatorio su queste nuove dinamiche si è svolto pertanto a doppio binario: esiste sicuramente il problema di immaginare nuove forme di coinvolgimento dei giovani nelle attività di volontariato, ma occorre anche che le associazioni ripensino la presenza di volontari al loro interno tenendo conto dei nuovi bisogni che i giovani esprimono.
In quest’ottica l’iniziativa Con-tatto si è posto l’obiettivo di costruire e migliorare percorsi di accompagnamento dei giovani dentro le organizzazioni di volontariato e delle organizzazioni verso i giovani.
Si è ritenuto, infatti, che se da un lato non possono essere trascurate o rimosse le dimensioni educative e sociali che si attivano in ogni occasione che riguarda i giovani, compreso quindi il loro orientamento e inserimento nelle organizzazioni di volontariato, è anche altrettanto significativa la reazione che si instaura in un contesto organizzativo ogni qualvolta esso viene modificato dall’ingresso di nuovi elementi, portatori di nuovi approcci e di diversi investimenti.
L'Istituto comprensivo Martini di Peseggia (scuola elementare e media)
ISTITUTO COMPRENSIVO “A. MARTINI”
SCUOLA DELL’ INFANZIA- PRIMARIA – SECONDARIA
Piazza Verdi, n° 1 300030 PESEGGIA ( VE)
Tel 041 5830692 Fax 041 5830696 e.mail comprensivopeseggia@libero.it
L’I.C. “ A. Martini” di Peseggia è scuola capofila del Comitato Provinciale delle Reti per l’Intercultura. Il comitato risulta composto da un referente della Provincia di Venezia, nella persona della Dirigente del Settore Scuole, Cultura e Servizi ai disabili sensoriali, D.sa Gloria Vidali; da un referente della Rete degli Istituti scolastici, nella persona del Dirigente dell’Istituto Comprensivo Martini di Peseggia (Ve), D.sa Mercedes Biasetto; da un rappresentante per ogni istituto che aderisce alla Rete.
La Cooperativa Sociale Terre in Valigia Servizi
Nata come associazione nel 1999 e costituita come cooperativa nel 2003, Terre in Valigia opera nell’ambito dei servizi interculturali, con lo scopo principale di promuovere una cultura che renda aperti e sensibili alla conoscenza di altre e differenti culture, realizzando progetti concreti sul territorio in collaborazione con le realtà del pubblico e del terzo Settore. Progetti concreti che hanno tutti uno sfondo comune ovvero considerare le differenze un valore aggiunto, fonte di arricchimento reciproco piuttosto che elemento di separazione e allontanamento.
La cooperativa svolge attività di sensibilizzazione alle tematiche dell'intercultura attraverso l'organizzazione di eventi, incontri, seminari, cineforum, dibattiti che propongono temi legati al dialogo tra culture, all'immigrazione, alla pace e alla civile convivenza e alla solidarietà.
Nell’ambito del Progetto Con-tatto promosso dall’Osservatorio Politiche di Welfare del Comune di Venezia, annualità 2004-2005, la cooperativa Terre in valigia ha supportato Cùrcuma – Bottega equo e solidale di Mestre (Ve) – nell’ospitare gli studenti coinvolti nelle attività di promozione della cultura della solidarietà. Nello specifico, il gruppo di ragazzi ha sostenuto l’attività di Cùrcuma attraverso la presenza in negozio, dopo aver frequentato un corso di formazione sul commercio equo e solidale (realizzato dalla bottega in collaborazione con Terre in Valigia) nel quale sono stati approfonditi temi relativi allo sviluppo di progetti di sostegno internazionale.
Gli studenti hanno partecipato inoltre ad eventi di solidarietà internazionale collaborando all’organizzazione e realizzazione di catering solidale e di banchetti informativi ed hanno collaborato alla stesura di articoli sul commercio equo e solidale e sulle proprie attività di volontariato pubblicati poi in riviste di settore.
Nell’edizione del Progetto Con-tatto 2005-2006, la cooperativa ha collaborato, insieme all’Osservatorio Politiche di Welfare e l’Associazione Il Piccolo Principe nella realizzazione di iniziative comuni e nella promozione di diverse attività: dai laboratori di clownerie ad interventi specifici, quali l’accoglienza e animazione per i bambini di Chernboyl a marzo 2006.
Il lavoro di Terre in Valigia riguarda diversi ambiti: la formazione, le biblioteche, gli spazi giovanili, l'organizzazione di eventi:
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Il mondo della scuola: La cooperativa opera all'interno ed in collaborazione con le scuole attraverso laboratori di educazione interculturale e di didattica dell'italiano come lingua seconda. I percorsi coinvolgono bambini e ragazzi sia italiani che immigrati nella convinzione che un lavoro di collaborazione e cooperazione porti a risultati più concreti. Si propone una metodologia didattica basata sul gioco e sulla creatività fornendo nel contempo agli insegnanti strumenti efficaci per la progettazione di nuovi percorsi. Si propone, inoltre, un servizio di consulenza e formazione sulle tematiche della didattica dell'italiano come lingua seconda, sulle metodologie e gli strumenti dell'accoglienza e della valutazione delle conoscenze linguistiche e della scolarità pregressa.
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Centri estivi: La cooperativa si occupa dell'organizzazione di Centri Estivi mediante una preparazione degli operatori in chiave fortemente educativa, attuando un giusto equilibrio tra esperienze ludiche, animazione, laboratori espressivi, uscite sul territorio, attività sportive.
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Biblioteche: La cooperativa opera all'interno delle biblioteche attraverso proposte che riguardano la progettazione e organizzazione di laboratori per bambini e ragazzi, incontri con autori e specialisti delle tematiche relative al libro per ragazzi, eventi teatrali di animazione alla lettura. La cooperativa propone inoltre un servizio di consulenza rispetto alle tematiche relative alla biblioteca e all'interculturalità con proposte che vanno dalla scelta dei testi alla creazione di sezioni intercultura per bambini e ragazzi.
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Didattica/formazione: Terre in valigia si occupa dal 1999 di didattica museale attraverso laboratori progettati secondo un'ottica interculturale. Anche all'interno dei musei, infatti, è possibile utilizzare una metodologia operativa trasformando gli spazi in ambienti accoglienti in cui bambini e ragazzi possano ammirare ma anche "vivere" le opere analizzandole, reinventandole attraverso giochi, racconti e disegni, ricostruendole per mezzo di materiali di riciclo. Ogni percorso, oltre che essere laboratorio, è anche momento di riflessione e spunto per un confronto con percorsi artistici e opere di altre nazioni, zone geografiche, culture. La cooperativa, da alcuni anni, si occupa anche di formazione degli adulti e in particolare insegnanti, operatori socio-educativi, delle onlus e volontari attraverso percorsi in cui c'è una partecipazione attiva di formatore e partecipanti, in cui ci si mette in gioco,crescita e condivisione, si sperimentano e si simulano 'eventi'.
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Eventi: Terre in valigia ritiene che la danza, la musica, lo spettacolo e in generale ogni forma d'arte siano strumento indispensabile per la comunicazione e per il dialogo interculturale. L'arte permette il dialogo tra soggetti che parlano lingue differenti, attraverso la musica si comunicano i propri valori culturali, attraverso la fotografia e il cinema si mostra ciò che altri occhi vedono. Per questi motivi la cooperativa opera nella promozione di ogni forma d'espressione producendo direttamente spettacoli oppure fornendo servizi di supporto all'organizzazione di feste, concerti ed eventi culturali.
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Mediazione culturale: il mediatore linguistico culturale opera in diversi ambiti, promuovendo l'incontro e la comunicazione tra soggetti appartenenti a culture diverse. Nello specifico del contesto scolastico egli interviene nel rapporto fra la scuola e l’allievo e fra la scuola e la famiglia dello stesso. La cooperativa ha partecipato alla realizzazione di due corsi di formazione per Mediatori linguistico culturali della Provincia di Venezia (ambito socio-educativo) e del Comune di Venezia.
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Microcredito: dal 2005, anno internazionale del Microcredito, la cooperativa collabora insieme ad altre realtà del territorio in un progetto di microcredito finalizzato al sostegno di donne immigrate che vogliano migliorare la propria condizione lavorativa e che incontrano difficoltà di accesso ai canali abituali di finanziamento. All’interno del progetto Terre in Valigia si occupa della valutazione delle richieste di finanziamento e dell’accompagnando alla restituzione del credito.
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Abilità diverse: L’intercultura, però, non guarda solo allo straniero, e quindi all’interazione tra la “nostra” cultura e una cultura “altra”, ma ad ogni differenza, e pertanto anche allo “straniero” dentro la nostra cultura. Per questo motivo, da anni Terre in Valigia collabora con l’Associazione Italiana Persone Down in attività di sensibilizzazione dei bambini al mondo della diversità. Dall’estate 2004 Terre in Valigia lavora in sinergia con l’Associazione AIPD per coinvolgere alcuni ragazzi con Sindrome di Down in attività di supporto al servizio mensa all’interno dei propri centri estivi. Questa scelta ha il duplice obiettivo di offrire opportunità lavorative e di crescita ai ragazzi di AIPD, e di favorire l’incontro e lo scambio con i bambini del centro. La sfida si gioca allora non solo nell’interazione con lo straniero ma anche con chi è diversamente abile, affinché questa differenza sia percepita dal bambino come occasione di confronto e come importante momento educativo e di crescita.
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Commercio equo e solidale: in collaborazione con Equacoop e Cùrcuma - Bottega Equo e solidale di Mestre (Venezia) - Terre in valigia propone percorsi di formazione e laboratori sul consumo critico, lo sviluppo sostenibile e il commercio equo e solidale.
La bottega equo e solidale Cùrcuma
Cùrcuma è una bottega del commercio equo e solidali nata a dicembre 2004 da 4 GIOVANI impegnati da diversi anni nel sociale e che hanno deciso di dare il proprio contributo allo sviluppo di un commercio alternativo, fondato sulla vendita di prodotti equo e solidali che sostengono progetti di cooperazione internazionale e di economia sociale in Italia.
La bottega lavora in rete con diverse realtà del territorio nella promozione di nuovi stili di vita, consumo responsabile, iniziative di economia solidale e, oltre ad offrire prodotti del sud del mondo, vende anche prodotti di cooperative sociali di tipo b che inseriscono al lavoro persone svantaggiate.
Cùrcuma ha infatti una particolare attenzione per la diversità: tra i propri volontari conta, per esempio, due ragazze down.
La bottega promuove:
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iniziative ed incontri culturali
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interventi nelle scuole
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attività di formazione sulla cooperazione internazionale e nazionale sul consumo critico, sull’educazione alla pace e alla mondialità e sui diritti umani
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percorsi di volontariato agli studenti degli istituti superiori.
Cùrcuma è un punto informativo per la cittadinanza sugli eventi della città, dibattiti, incontri, conferenze e per la raccolta di fondi per progetti o per emergenze.
Attualmente conta 25 volontari: tutti al di sotto dei 35 anni di età e i destinatari delle diverse attività della bottega sono tutti i cittadini: dai bambini (delle scuole materne ed elementari) agli adolescenti, a giovani e adulti.
L’Associazione Il Piccolo Principe
L’associazione “Il Piccolo Principe” è un’Organizzazione di Volontariato, nata con l’obiettivo primario di contribuire, attraverso i propri volontari, al miglioramento della qualità della vita della persona ricoverata, che deve affrontare una degenza di breve o lunga durata, un intervento chirurgico, un esame invasivo, una chemioterapia o qualsiasi altra situazione che possa generare in lei sofferenza, preoccupazione, rassegnazione e solitudine.
La modalità scelta per realizzare questo obiettivo è quella della cosiddetta “comicoterapia” o “clownterapia”, svolta dai propri “dottorclown”, volontari formati accuratamente per intervenire in modo consapevole nei reparti ospedalieri.
I benefici psicofisici della “clownterapia” (aumento della frequenza cardiaca; maggiore circolazione; maggior ossigenazione e picchi di crescita del sistema immunitario, che si attesta così su livelli più alti di quelli registrati in situazioni di "normalità" di un individuo) sono supportati ormai dai risultati di numerose sperimentazioni in corsia e dagli ampi studi compiuti dalla “psiconeuroimmunologia”, la branca della medicina che da venticinque anni valuta il miglioramento della qualità della vita in ospedale.
“Il Piccolo Principe” ha iniziato l’attività di clownterapia presso la Pediatria dell’Ospedale Umberto I di Mestre (VE) il 25 settembre 2002, in accordo con la Direzione Sanitaria e con il prof. Umberto Marcello Del Majno, fino al settembre 2004 Primario del reparto.
In questi anni di attività ospedaliera, però, oltre alla Pediatria i dottorclown de “Il Piccolo Principe” hanno occasionalmente visitato (in accordo con i Primari dei singoli reparti e con i medici di turno) altri reparti dell’Ospedale Umberto I: Ginecologia, Chirurgia I e II, Ortopedia, Geriatria. Ed è stato in queste occasioni che è stata maturata la consapevolezza che la clownterapia dovesse essere portata anche in altri luoghi tradizionalmente meno visitati.
Da marzo 2005 l'attività di clownterapia è stata introdotta regolarmente anche nei reparti di Geriatria e Lungodegenza dello stesso Ospedale Umberto I di Mestre.
Le modalità di lavoro sono così strutturate: prima di cominciare, uno dei dottorclown si informa dal personale medico e infermieristico di turno sui pazienti: sulle loro patologie, sullo stato d’animo loro e dei loro familiari, sulle loro problematiche, sulle cure che si stanno compiendo e quant’altro sia opportuno conoscere in anticipo rispetto all’attività da realizzare.
Il fulcro dell’intervento consta nella cosiddetta “visita”, le cui dinamiche variano a seconda della situazione in cui viene svolta. La denominazione “visita” deriva dal fatto che i volontari de “Il Piccolo Principe” sono dottori-clown, vestiti con il camice (anche se il loro camice è colorato) per sdrammatizzare la figura del medico: la visita, quindi, è espressione della valenza in senso lato terapeutica dell’attività svolta dai dottorclown. Essi non sono semplici clown né animatori di gioco.
La “visita” può essere caratterizzata dalle tecniche più tipicamente clowneristiche e di animazione (gags, bans, giochi di ruolo e interattivi, micromagie, giocolerie); dall’uso della musica, dal racconto di storie, dall’uso di marionette, di bolle di sapone e ogni altro strumento adatto alla situazione concretamente incontrata.
La visita inizia con l’entrata nelle stanze dei pazienti ricoverati, nel luogo cioè in cui essi trascorrono la loro degenza ospedaliera, giocando con gli oggetti e le persone che sono lì presenti. L’intervento è certamente riadattato alla necessità concreta del momento e alla persona che si ha di fronte, con i suoi bisogni, i suoi stati d’animo, le sue attese, la sua stanchezza, come anche il suo desiderio di novità, di movimento, di stare meglio.
Accade talvolta che il dottor clown si tolga il naso rosso e ascolti, condivida la commozione, il silenzio e talvolta le lacrime insieme alla persona che soffre: in Pediatria questo avviene con i genitori o i parenti dei bimbi ricoverati, altrove anche con l’ammalato.
L’accoglienza e la condivisione della sofferenza si manifestano in quel momento in questo modo: non è una sconfitta della terapia del sorriso, anzi è un modo ulteriore per condividere la sofferenza.
Questo diventa un lavoro dove l'attenzione alla persona non è solo a livello di condivisione nella sofferenza e di educazione al rapporto col dolore, ma diventa un'attenzione educativa rispetto a tutta la vita, cioè l'introduzione alla realtà con una prospettiva comunque positiva.
Per questo è stata verificata la valenza degli interventi, oltre che negli ospedali, anche nelle scuole, dagli asili nido alle superiori.
Ogni intervento o percorso educativo viene chiaramente adattato alla situazione, all'età del soggetto, al messaggio che si vuole esplicare.
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Monitoraggio
Per attività di monitoraggio si intende una serie periodica di misure di routine sullo stato del progetto e sui feedback relativi ai dispositivi di attuazione e gestione. Le misure saranno effettuate con l’ausilio di indicatori opportunamente costruiti per rappresentare il trend effettivo del progetto. Il monitoraggio, per definizione, non è una funzione che determina cambiamenti operativi, ma può divenire uno strumento di valutazione in itinere orientato all’apprendimento, se le informazioni prodotte dai feedback vengono trasformate in nuove ipotesi nel ciclo di progetto.
La definizione degli indicatori di performance e di processo, che sono oggetto di monitoraggio, rimanda alla definizione dei contesti problematici all’interno dei quali inserire l’attività di monitoraggio. Questi sono essenzialmente due:
1. la struttura di progetto nel suo processo di costituzione ed articolazione;
2. il contesto operativo del progetto, ovvero gli attori e gli ambiti esterni con cui interagisce
e che ne sono oggetto e/o obiettivo.
Valutazione
Per attività di valutazione si intende la procedura analitica orientata al riconoscimento del valore di un oggetto. L’oggetto in questo caso è l’impatto delle azioni realizzate rispetto ad uno o più criteri, che consentono la trasformazione degli obiettivi in indicatori a cui associare le preferenze degli attori, misurate su un’opportuna scala di misura.
Per il presente progetto vengono previste due forme distinte di valutazione. La prima è una valutazione interna che verrà realizzata dalla stessa equipe di progetto; la seconda sarà invece una valutazione esterna, coordinata da una esperta di gestione di gruppi.
Nel primo si tratta di una valutazione in itinere, i cui i meta-criteri saranno l’efficienza e l’efficacia. Più specificatamente, la valutazione interna di efficienza dovrà misurare risorse, tempi ed altri aspetti di efficienza gestionale necessari alle componenti di progetto per conseguire gli obiettivi prefissati. Gli elementi da affrontare saranno i seguenti:
1. organizzazione e gestione: si valuteranno il costituirsi e l’operatività delle azioni intraprese dai vari attori durante l’implementazione in relazione ai risultati pianificati, come pure la capacità del management di progetto di adeguarsi ai cambiamenti del contesto
2. metodi di intervento: va verificata l’esistenza o meno di soluzioni alternative per raggiungere o migliorare gli stessi obiettivi
3. mezzi e costi: si valuterà il rapporto costi-benefici, compresi eventuali confronti con indicatori di costo diversi rispetto a risultati simili
4. coinvolgimento dei beneficiari: si verificherà il livello di partecipazione dei beneficiari alle attività avviate dal progetto.
5. tempi: i risultati conseguiti lo sono stati secondo le scadenze prefissate oppure in ritardo, o ancora, potevano essere conseguiti in anticipo?
Nel secondo caso si tratta di una valutazione di efficacia e di impatto, ovvero di controllo del rapporto obiettivi/effetti sul contesto.
TEMPI: si prevede di realizzare le iniziative a partire da gennaio 2007 e fino a giugno 2008. In questo modo il finanziamento permetterebbe di coprire sia le attività del presente anno scolastico che quelle del prossimo.
PREVENTIVO SPESE
SPESE ORGANIZZATIVE (tel, postali, fotocopie ecc) |
1.300,00 |
MATERIALE DI FACILE CONSUMO per laboratori con bambini
(colla ,carta, ecc.) |
2.000,00 |
STRUMENTI per laboratori (MUSICALI ,GINNICI, GIOCOLERIA) |
3.000,00 |
MATERIALE TECNOLOGICO
(in particolare materiali per amplificazione spettacoli, videoproiettore per proiezione film ecc.) |
4.500,00 |
Spese varie per ALLESTIMENTO FESTE E SPETTACOLI (gazebo, allacciamenti, affitto tavoli ecc) |
4.000,00 |
Pagamento corsi teatro, dr clown, cabaret, esperti per interventi di doposcuola classico (quando necessario) |
7.000,00 |
MATERIALI DI STAMPA |
1.600,00 |
Acquisto libri |
500,00 |
Affitto locali (quando necessario) |
1.000,00 |
Spese per pulizie e gestione aule scolastiche utilizzate per doposcuola |
600,00 |
ASSICURAZIONE VOLONTARI |
3.500,00 |
Rimborso spese volontari |
1.000,00 |
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TOTALE |
Euro 30.000,00 |
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