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Con il trucco di carnevale 2009 l’Associazione ha sostenuto il progetto di Giovanna Varisco della parrocchia di san Lorenzo di Mestre.

Il progetto 2008

Il progetto 2008 del gruppo Amici delle Missioni si intitola “Una casa per i bambini di Giovanna”. L’obiettivo è sostenere Giovanna Varisco, giovane mestrina missionaria in Madagascar, nelle spese per la costruzione di una casa che ospiterà lei e i suoi 25 bambini.
A partire da febbraio 2008 è stata promossa una raccolta fondi con l’obiettivo di raccogliere almeno 20mila euro.

CHI E’ GIOVANNA


Giovanna Varisco ha 23 anni ed è stata una parrocchiana di S. Lorenzo fino a quando ha deciso che la sua strada era quella di partire per il Madagascar e dedicare la sua vita al servizio dei bisognosi.
Vive ora ad Ambositra, in un altopiano nel cuore del Madagascar.
I problemi che si incontrano lì sono quelli di tutti i paesi del terzo mondo: povertà, miseria, pigrezza mentale e fisica, corruzione, mancanza di beni  primari, di mezzi, un presidente che pensa solo ai suoi interessi, una sanità pubblica inesistente, condizione dei carcerati pessime e soprattutto condizioni dei figli dei carcerati difficili: proprio perché i loro genitori sono in prigione non possono giocare con gli altri bambini, non possono andare a scuola, hanno tutti paura di loro.
Così Giovanna ha deciso di occuparsi di questi bambini e di donar loro una famiglia, una mamma, un papà, dei fratelli, di mandarli a scuola, insegnar loro catechismo, curarli e amarli.

I BAMBINI DI GIOVANNA
E ora sono 25 i bambini che vivono insieme a lei. Tutti figli di carcerati che altrimenti sarebbero soli al mondo. Ecco come li presenta Giovanna:

1. Silvie Natacha, (Silvie) nata il 05 maggio 2007, è una stupenda bambina, è arrivata da noi a Ottobre denutrita e con una specie di malaria presa quando ancora in pancia della madre; più o meno una volta al mese si ammala e perde chili presi. Sua madre viene da Morondava, una città sulla costa ovest del Madagascar, e da qualche anno ha deciso di fare la prostituta qui ad Ambositra; una volta partorito la piccola ha continuato ha fare il suo lavoro lasciando la neonata ogni notte su un banco del mercato. Un passante ha sentito il pianto della piccola e l’ha portata alla polizia. Sua madre è entrata in carcere ad agosto e ci starà per ancora un anno.

2.Onjalalaonirina Zazaromamy, (la chiamiamo Mamy), Nata il 10 gennaio 2007, anche lei arrivata ad Ottobre. La sua famiglia è originaria di Fiadanana, un villaggio a 5 ora di cammino a est di Ambositra, ma sono banditi, quindi non hanno fissa dimora.La madre di Mamy si è separata dal vecchio marito lasciando a lui i 5 figli ed è andata venuta a vivere qui al mercato ad Ambositra con un nuovo uomo. Rimasta incinta di Mamy il padre è morto e lei ha iniziato a rub are. Entrata in carcere ha partorito Mamy, con Mamy nata da tre giorno è scappata di prigione e, ritrovata, la pena di due anni è diventata di 7. Domenica 3 febbraio è scappata di nuovo e nessuno, fino ad oggi, sa più nulla di lei. Ora se non si fa più viva Mamy resterà per sempre in questa casa, se la trovano di nuovo, si beccherà minimo 15 anni di carcere.

3. Iavosoa Lalaonirina Sitraka, (Sitraka), nata il 25 febbraio 2005 viene da Fenoarivo, un villaggio sperduto nel cuore delle terre bruciate a sud di Ambositra. Sua madre, suo padre, la nonna, e tutti i fratelli di sua madre sono in carcere: banditi, hanno ucciso il nonno perché non erano contenti della suddivisione delle mucche appena rubate. Sono in carcere da più di due anni ma non sono stati ancora giudicati.

4. Herisetra Zafinama Francios (Setra) nato nel 2002, Razafindrasoa Elinah (Elinah), nata nel 1998, Rasoamalala Valissa, (Ponna), nata nel 2004;  le date precise non si sanno, la loro madre non se le ricorda. La madre è una donna che non ha un minimo di cervello, non fa altro che entrare ed uscire dal carcere. È uscita il 15 novembre, il 18 novembre ha partorito una piccola bimba che non ama assolutamente. Il  22 novembre l’ho accompagnata nel suo villaggio, a Ambovombe  Ambohimahazo: meglio tornare a casa dalla nonna e coltivare i campi piuttosto di prostituirsi e rubare in  città. Noi, associazione, le abbiamo regalato gli strumenti (pentole, bicchieri, piatti, vanga ecc..) per cominciare una vita nuova, con la speranza di poterle “ridare” i figli. Durante le vacanze di Natale le abbiamo portato a casa i figli per fagli passare qualche giorno con la madre… e lei era già grave; scappata. Più trovata fino a qualche giorno fa: prostituta al mercato.Non sappiamo cosa fare, non posso ridarle i figli, non ha una casa, non ha un lavoro, non ama i bimbi… vedremo, che Dio ci aiuti, intanto loro continuano gli studi.

5.Razafindravao Angeline, nata il 29/12/1994; Rasoamalala Blandine, nata il 26/12/1995 sono due ragazzine orfane, vengono da Imady a due ore ad est di Ambositra. L’unico parente rimasto è la zia, una delle malate che vivono con le suore della casa di carità. Hanno anche una sorella più grande, sposata e con dei figli, dalla quale passano le vacanze.

6. Todisoa Faratiana Orphelie, (Tina) nata il 5/9/1995 e 7. Andrianionja Alain, (Onja), nato il 7/9/1994, la loro madre ha passato un anno in carcere per aver rubato una grossa somma di denaro. Ora è uscita ma deve recuperare il denaro entro un anno, se non paga i debiti rientra in carcere per 5 anni. Vengono da Tananaomby, un villaggio a nord est di Ambositra. Siamo stati e salutarli più volte prima di accoglierli con noi: il loro problema era il “fiaramonina”, cioè la convivenza con le persone del villaggio. Con la madre in carcere loro non potevano più andare a scuola e più giocare con i ragazzini delle case vicino in quanto “figli di una carcerata”.

8. Ravalia Hajanirina Marcellin, (Haja) nato il 13/03/1996; Tomponiaina Olga nata il 26/03/2000 e Tsivaliamahery Jean Paul, nato il 10/11/1995 vengono da un villaggio vicino a Sandrandahay. Un loro fratello è stato ucciso da uno del villaggio e, dicono, che il loro padre e loro tre fratelli hanno ucciso l’uomo per vendetta. Dunque ora sono in c arcere da più di due anni senza ancora essere stati condannati; la loro madre da quando è successo tutta questa faccenda è impazzita; spesso passa qui ad Ambositra perché porta del riso alla famiglia in carcere ma non riuscirebbe più a tenere i figli a casa.

9. Herisaina Francois, (Abany) nato il 26/11/2004; 10. Rasoamalala Nadia, nata il 22/02/1998; 11.Tolonjanahary Fanomezantsoa Mercia, nata il 20/05/2002; vengono da Soaviana, a sud ovest di Ambositra; la loro madre è in carcere da un anno e mezzo, in seguito ad una lite in famiglia ha bruciato la casa dei loro parenti. Dovrà stare in carcere ancora tre anni.

12. Mindraikitra Natalie, nata il 07/04/2004 e 13.Randrianihery Mahazakanarivo (Rivo), nato il 07/8/1994 vengono da Ambositra, la loro madre non è la stessa ma sono già morte, il loro padre è un pazzo che dopo aver fatto una comparsa in un film credeva di essere famoso e, per fare la bella vita, ha rubato soldi. Ora è in carcere ma non è stato ancora giudicato.

14. Somanantsara Marie Clarisse, 05/04/1998, sua madre ha partorito ed è morta e il padre è malato da più di due anni e vive al foyer (centro dei malati) ad Ambositra; ha una specie di tumore alla pelle e non si trova la cura. Clarisse è una bimba che ho conosciuto appena arrivata qui in Madagascar, viveva in questo centro con il padre e dormiva con altri 15 uomini, non studiava e passava le giornata aspettando il piatto di riso.

15. Rasoamarovavy Marie (Soa), nata il 27/09/1998; 16. Tafitasoa Berthin (Tafita), nato il 25/09/1999; 17. Nirina Jean Battiste (Rina), nato il 05/05/2000 e 18. Rama nitra Crismasy (Manitra), nato il 19/06/2004; sono orfani, non hanno più nessuno. Quando siamo andati a trovarli al loro villaggio, Fandriana, il nonno e la nonna erano ancora vivi anche se incapaci di alzarsi dal letto; ora purtroppo sono già morti. Sono rimasti solo dei loro fratelli, più grandi e ognuno sparso non si sa dove in cerca di lavoro. Qui in Madagascar appena qualcuno fa una denuncia di qualcosa la polizia va a prendere le persone che possono aver più o meno commesso il reato, durante 48 ore queste si fermano in polizia e vengono sottoposte ad interrogatorio e, il terzo giorno, entrano in carcere. Il caso ora passa al tribunale che con i suoi tempi condanna o scarcera la gente. Molti passano in carcere anni della loro vita, senza poter lavorare, in condizioni pessime, senza cibo, trattate come animali senza aver niente com messo. Ovvio che se hanno soldi per pagare il giudice in qualche giorno la faccende si risolve, ma i campagnoli vivono dei prodotti della terra e non si possono permettere di pagare.

Giovanna però ora ha bisogno di una nuova casa perché attualmente è in affitto e le sue risorse economiche non le permettono di pagare ancora per molto.
Il suo progetto è quello di costruire una casa per dar sicurezza a quei bambini di cui si occupa: avranno sempre un tetto dove dormire e con i soldi derivanti dalla macchina che batte il riso potranno pagare le tasse scolastiche e le medicine.

Per le adesioni contattare don Gilberto: 3395255766.

LA PROPOSTA: “NEL CANTIERE DI GIOVANNA”
Una seconda proposta che il gruppo “Amici delle Missioni” lancia in sostegno dell’attività di Giovanna è una raccolta di adesioni da parte di volontari disposti a dedicare il proprio tempo, la propria professionalità o anche solo la disponibilità a dare una mano a Giovanna nelle tante piccole faccende di ogni giorno.
L’idea è quella di istituire un gruppo di persone, appositamente preparate e selezionate, che si turnino in un’attività di sostegno diretto al “cantiere” umano di cui Giovanna si occupa da sola.
Per le adesioni contattare don Gilberto: 3395255766.

 

 
 

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