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PROGETTO SCUOLA-FAMIGLIA


PREMESSA

Il progetto scuola-famiglia è un programma di tipo assistenziale che mira ad affiancare la famiglia nel difficile compito di seguire la crescita e lo sviluppo socio-affettivo nonché intellettivo del bambino, senza peraltro sostituirsi ad essa. Dalla psico-sociologia apprendiamo quanto sia importante la presenza della famiglia come luogo primario di socializzazione per lo sviluppo di aspetti quali la stima di sé, il rispetto reciproco, l’acquisizione del concetto di uno spazio proprio e altrui, e così via.

Sappiamo anche, però, che mai come in questo momento assistiamo ad un cambiamento della famiglia sia dal punto di vista strutturale che funzionale:con la presenza delle ormai sempre più diffuse “famiglie allargate”, cambiano i legami affettivi, si ridisegnano ruoli prima definiti,si moltiplicano le figure di riferimento esterne alla famiglia quali educatrici, baby-sitter e quant’altro. Può capitare, quindi, che in alcune famiglie uno o più di questi processi produca effetti spiacevoli con difficoltà di adattamento da parte dei piccoli.

La SCUOLA-FAMIGLIA assume, quindi, il compito di ridurre al minimo le possibilità di contrasto, proponendosi di seguire il bambino nel suo “tempo scolastico” e promovendo, appunto, un clima familiare che mira a produrre l’accrescimento di autostima, rispetto, sicurezza affettiva e, in alcuni casi, amore per lo studio e per la conoscenza.

CIÒ CHE SI È FATTO

La nostra proposta nasce dall’esperienza di una volontaria dell’Associazione Il Castello che ha sperimentato la scuola-famiglia ad Aprilia, a partire dall’anno scolastico 1998/99 fino all’a.s. 2003/2004, come conseguenza di un lavoro di doposcuola che non soddisfaceva appieno le esigenze dei bambini e delle loro famiglie, impegnate a dividere il loro tempo tra casa, lavoro, impegni, interessi e imprevisti vari, e costrette quindi ad occuparsi dei bambini in modo frammentario.

La SCUOLA -FAMIGLIA si è assunta perciò il compito di riprendere i bambini all’uscita della scuola, di occuparsi del pranzo, della merenda, del lavoro scolastico da svolgere a casa e dei momenti di tempo libero dedicati ad attività ludiche di vario tipo. Queste attività, apparentemente poco importanti, hanno contribuito ad accrescere nei bambini il senso della famiglia come gruppo capace di proteggerli, sostenerli e seguirli nel cammino scolastico che, dai sei ai quindici anni, occupa la maggior parte del loro tempo.

Nell’ arco di questi anni l’operatrice volontaria ha potuto osservare notevoli miglioramenti sia nei bambini che nelle loro famiglie. I primi hanno mostrato maggiore capacità di relazionarsi con gli altri, meno insicurezza nell’affrontare il lavoro scolastico nonché maggiore spirito collaborativo e di sostegno verso i più piccoli; le seconde, affiancate dalla scuola-famiglia, hanno organizzato il loro tempo con maggiore serenità, senza vivere quella spiacevole sensazione di trascuratezza verso i figli che spesso intristisce soprattutto le mamme con un orario di lavoro poco elastico.

IL RAPPORTO CON LA SCUOLA

Il primo passo compiuto, attraverso la scuola-famiglia, è stato il contatto diretto con le insegnanti. Grazie al loro supporto, per ogni bambino sono state individuate le eventuali carenze sia nel campo cognitivo che in quello sociale ed affettivo e spesso, grazie ad un lavoro sinergico, si sono proposte le strategie migliori per il superamento di esse. Inutile dire che tale collaborazione era autorizzata dai genitori i quali venivano costantemente informati circa l’esito dei colloqui e gli eventuali progressi ottenuti.

Il contatto frequente con le docenti ha permesso di verificare la validità delle attività di recupero e degli strumenti proposti, riuscendo quindi a personalizzare ogni intervento a favore del destinatario. In alcuni casi è stato adottato lo stesso metodo e linguaggio usato in classe, appreso in precedenza dall’insegnante, e ciò ha prodotto un reale recupero delle attività poco assimilate in orario scolastico.

GLI UTENTI

I maggiori fruitori del servizio offerto dalla scuola-famiglia sono coloro i quali mostrano difficoltà di apprendimento riconducibili a disagi socio-affettivi, nonché a disturbi per i quali risulta efficace il contatto e la collaborazione con gli altri.

In altri termini, la scuola-famiglia individua la primaria funzione di recupero proprio nello stile “familiare” che la caratterizza.

Per alcuni elementi poter disporre quotidianamente di uno stesso spazio, di un pasto adeguato, di un abitudinario tempo di studio autonomo o assistito laddove se ne manifesti il bisogno, significa rimuovere quegli ostacoli che rendono i processi di apprendimento difficili da attuarsi.

La scuola-famiglia di Aprilia ha ospitato trentacinque ragazzi con età variabile dai sei ai dodici anni, alcuni provenienti dalla stessa classe, e ciò ha permesso all’operatrice volontaria di effettuare alcune considerazioni sia dal punto di vista comportamentale che didattico e cognitivo. Riguardo al comportamento si è rilevato che:

  • La gestione dello spazio e del tempo in modo ordinato ha migliorato l’atteggiamento scolastico e la collaborazione attiva in classe(riuscire a svolgere i compiti entro un tempo accettabile permette di poter distrarsi e giocare di più. Ciò migliora l’umore e rende il bambino più collaborativo in classe perché più preparato). Bambini apparentemente svogliati e passivi sono diventati più sicuri e disposti al confronto con i compagni.

  • L’età differente dei ragazzi ha fatto in modo che i più grandi aiutassero i più piccoli in attività quali la lettura, il calcolo veloce, l’esposizione orale e così via, instaurando un rapporto di biunivoca utilità.

In merito alla didattica e alla conoscenza ho osservato quanto segue:

  • Condividere lo stesso spazio per bambini di diversa età costringe a ribadire più volte nozioni nuove per alcuni ma non per altri. Ciò può significare per questi ultimi la possibilità di ripetere costantemente tali concetti fino ad appropriarsene in modo consapevole (validissimo è risultato tale lavoro per il consolidamento delle regole grammaticali).

  • L’uso delle regole per i calcoli veloci e la costante ripetizione orale di numerazioni e tabelline ha consentito un miglioramento nel rapporto con la matematica, ritenuta dalla maggioranza una materia difficile. In particolare si è notato che i bambini ai quali è stato insegnato il calcolo in base nei primi due anni di scuola primaria hanno ottenuto miglioramenti nell’uso della logica, della risoluzione dei problemi matematici e dei calcoli aritmetici.

In particolare sono state affrontate le seguenti situazioni di disagio: integrazione di bambini stranieri, separazione dei genitori, ritardo mentale, dislessia, difficoltà di socializzazione. Per tutti questi casi si è ottenuto un buon recupero nel comportamento e nelle attività scolastiche Nessuno dei bambini passati alla scuola-famiglia ha registrato insuccesso scolastico.

ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO E DELLO SPAZIO

Per l’operatrice volontaria ad Aprilia non è stato difficile, abitando in campagna, adibire uno spazio (con annesso il bagno)alla scuola-famiglia. I bambini avevano a disposizione tavolini e seggioline, un tavolo grande dove sedevano coloro che avevano bisogno della mia collaborazione diretta insieme a me, librerie con testi di ogni genere, giochi logici e ricreativi, inoltre scatole con colori e materiale di cancelleria.

Essi apparecchiavano e sparecchiavano i tavoli a turno, utilizzando tovagliette all’americana, piattini, bicchieri e posate a loro destinati. Una volta terminato il pasto e riordinato lo spazio, si svolgevano i compiti assegnati. I bambini che non ne avevano o terminavano in tempo utile, si dedicavano al recupero o al rafforzamento di alcuni obiettivi oppure collaboravano con i più piccoli. Non mancava il tempo da dedicare al gioco e alla merenda. Al termine delle attività i bambini venivano ripresi dai genitori o accompagnati a casa dall’operatrice.


CONCLUSIONI

La scuola-famiglia, proprio grazie agli obiettivi che si propone di raggiungere, nel recupero socio-affettivo prima e scolastico poi, si è rivelata un sistema di supporto per i bambini molto valido e duraturo. Non si tratta, infatti, di fare in modo che i bambini vadano bene a scuola, bensì di dar loro uno stile di vita che, se condiviso e opportunamente sostenuto dalla famiglia, tende a risolvere il problema nel tempo e a consolidare, nella crescita, quei punti di riferimento e quelle certezze che aiuteranno il bambino a diventare un adulto consapevole delle proprie capacità e i grado di essere produttivo e confrontarsi con i propri simili.


L’ATTUALE PROPOSTA

L’Associazione Il Castello Onluss, attraverso la stessa insegnante-volontaria che ha sperimentato la proposta della scuola-famiglia ad Aprilia, intende riproporla nel territorio mestrino con le seguenti caratteristiche:

Inserimento di 2-3 bambini individuati insieme alle insegnanti come aventi le caratteristiche di trovare sostegno in una attività di doposcuola “familiare”.

I bambini potrebbero essere individuati o per effettive carenze nell’apprendimento delle materie scolastiche, o per bisogni della famiglia d’origine (lavoro di entrambe i genitori per es.), o perché bisognosi di un contesto di questo tipo in relazione a problematiche sociali o psicologiche.

La volontaria è disponibile a prendere i bambini a scuola all’uscita e a tenerli presso la propria abitazione fino a tardo pomeriggio. E’ possibile quindi prevedere anche il pranzo e la merenda.

Il contributo alle spese alimentari da chiedere ai genitori potrebbe essere di circa 100-150 euro mensili. In caso di difficoltà economiche della famiglia l’Associazione è disponibile a valutare la possibilità di far fronte alla spesa con fondi propri (su segnalazione naturalmente dell’insegnante di riferimento).

La volontaria è inoltre disponibile a svolgere colloqui e momenti di verifica con le insegnanti di riferimento dei bambini, per valutare gli eventuali progressi o i punti di crisi del percorso.

Caratteristiche dell’alloggio

Descrivere molto sinteticamente gli spazi in cui i bambini svolgeranno le attività.

Riferimenti della volontaria:


 
 

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