Associazione Culturale Pratese
Il Castello

Poesia, Narrativa, Pittura, Scultura e Fotografia a Prato. . .



foto Monellini

Carlo Tempestini



Carlo Tempestini era nato il 18 Maggio del 1933 ed è morto il 31 Ottobre 2013. E’ stato socio dell’Associazione “Il Castello” per tre o quattro anni. Non si esponeva per timidezza, ma era molto partecipe. Amava la poesia ed aveva instaurato importanti amicizie.

Essendo anche socio CAI come me da tanti anni lo conoscevo bene. Era un amico impagabile. Quando è mancato improvvisamente l’ho ricordato sul bollettino del CAI con il racconto di una gita in cui facemmo amicizia.
E’ un racconto che lo rappresenta, spero in modo molto esauriente.


Il 31 di ottobre 2013 è mancato Carlino,
un amico che ci mancherà tanto

Di Liberta Stefani

Intorno alla metà degli anni novanta, una domenica mattina quando era in corso una gita sociale ed eravamo un gruppo ridotto, ci imbattemmo in una fitta nebbia sul crinale della Calvana. C’erano due amici che parevano comunque molto sicuri di se. Uno andava avanti spedito, attento a rimanere sul crinale e ci incitava a seguirlo mentre l’altro lo contrastava, diceva che si stava tornando indietro. Aveva ragione. Stavamo aggirando un largo avvallamento, tornavamo sui nostri passi ed era stata la brezza che ci sferzava in faccia, poi si era spostata di lato e infine sentivamo sul collo a metterlo in guardia. Ci imbattemmo infatti nella Croce di Cantagrilli dalla quale c’eravamo inoltrati in quel nebbione. Io ero comunque tranquilla, fiduciosa nelle capacità degli amici, addirittura divertita da quei battibecchi e incoraggiata proprio da Carlo, quel compagno riservato che come me pareva piuttosto divertito. Entrambi ci tenemmo in disparte, in silenzio e in attesa che gli amici più esperti decidessero sul da farsi.
Dopo una breve consultazione ripartimmo con il proposito di non perdere i segni del CAI. Ci rallegrammo presto constatando che la nebbia si stava schiarendo. Finalmente in lontananza apparve la Croce della Retaia. Ancora pochi metri ed entrammo nel sole. Era primavera inoltrata e quell’unica nuvola che si era appoggiata ostinatamente sul crinale della Calvana si stava dissolvendo sotto un tiepido sole.
Carlo camminava accanto a me. Trasalii quando sentii la sua voce. Stava recitando un canto della Divina Commedia. Notando che non avevo capito il senso di quelle parole me le spiegò e io ero molto interessata.
“Mi piacerebbe ricordare parola per parola almeno la fase della nebbia per ricopiarla sul mio diario di montagna”, gli dissi d’impulso.
Lui si limitò a sorridermi, continuò a recitare la Divina Commedia contento della mia ammirazione.
Cominciò così la nostra amicizia che si consolidò rapidamente allorché la domenica successiva, appena ci incontrammo Carlo mi consegnò un foglietto con su scritto quella frase famosa in cui Dante avverte come la nebbia renda ciechi al pari di una talpa. (Ricordati lettore se mai sull’Alpe ti colse nebbia per la quale vedessi non altrimenti che per pelle talpa).
Da allora ho scoperto ogni giorno di più un poeta, un uomo curioso, colto e rispettoso, umile e buono. L’amicizia con Carlino è cresciuta, si è consolidata nel tempo coinvolgendo anche la mia famiglia. Quando mia figlia ha saputo della sua morte me lo ha comunicato con voce tremante e con le lacrime agli occhi.
Carlino era amico di tutti ed era ricambiato; il CAI era la sua seconda famiglia. La partecipazione al suo funerale è stata particolarmente sentita, bella la scelta di suo fratello Alpo quando il sacerdote gli ha chiesto come preferiva fosse nominato durante la Messa. Altrettanto bella la scelta del sacerdote di non dire ogni volta: ”Questo nostro fratello Carlino” . Carlo non era infatti il generico fratello tal dei tali. Lui era semplicemente Carlino: un personaggio, una istituzione nel CAI dove giorno dopo giorno si era guadagnato la stima di tutti con la sua indole di piccolo grande uomo sempre disponibile, sempre presente, sempre pronto a dare senza mai chiedere nulla in cambio.
Io, Romana e Marisa eravamo le sue amiche del cuore, “le sue tre sorelle preziose”, come ci ricordava spesso, e noi che non abbiamo fratelli in Carlo ne avevamo trovato uno impagabile che ci mancherà tanto.